Lavoratori stranieri; assicurarsi che comprendano le norme durante i corsi di formazione

La conoscenza della lingua italiana da parte dei lavoratori stranieri occupati nel tessuto lavorativo nazionale è un elemento fondamentale per poter comprendere le regole relative alla salute dei lavoratori, alla sicurezza dei luoghi di lavoro e delle attrezzature, nonché alla prevenzione e protezione e per poter comunicare, adottare ed attuare comportamenti sicuri, infatti, gli articoli 36, c. 4 e 37, c. 13, del D.Lgs. n. 81/2008 e successive modificazioni dispongono, rispettivamente, quanto segue:

  1. Il contenuto della informazione deve essere facilmente comprensibile per i lavoratori e deve consentire loro di acquisire le relative conoscenze. Ove la informazione riguardi lavoratori immigrati, essa avviene previa verifica della comprensione della lingua utilizzata nel percorso informativo.
  2. Il contenuto della formazione deve essere facilmente comprensibile per i lavoratori e deve consentire loro di acquisire le conoscenze e competenze necessarie in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Ove la formazione riguardi lavoratori immigrati, essa avviene previa verifica della comprensione e conoscenza della lingua veicolare utilizzata nel percorso formativo.”.

Pertanto, secondo  quanto previsto dall’Accordo n. 221/CSR del 21.12.2011,  corsi dovranno essere realizzati previa verifica della comprensione e conoscenza della lingua utilizzata  e con modalità che assicurino la comprensione dei contenuti del corso di formazione, quali, ad esempio, la presenza di un mediatore interculturale o di un traduttore.

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