GREEN PASS: ATTIVITÀ DI VERIFICA E PRIVACY

DATI E INFORMAZIONI CHE NON SI POSSONO CHIEDERE AL LAVORATORE NEL RISPETTO DELLA PRIVACY
È vietato chiedere ai propri lavoratori:
• Se sono/non sono vaccinati
• Se si possono vaccinare e perché no
• Se hanno intenzione di vaccinarsi
• Le motivazioni legate alla propria scelta
L’unica informazione che il datore di lavoro deve richiedere e gestire è se il lavoratore è dotato in quel momento di green pass o no.
Non può quindi nemmeno chiedere se il green pass in possesso del lavoratore è stato rilasciato a seguito di vaccinazione, di guarigione dall’infezione da Covid-19, di un test rapido antigenico, di un test molecolare

Perché tutta questa riservatezza?
Il datore di lavoro, o chi per esso, non può chiedere ai propri lavoratori se sono vaccinati, se possono/vogliono vaccinarsi e le eventuali motivazioni per evitare situazioni discriminatorie legate alle diverse convizioni personali e/o alle condizioni di salute del lavoratore. L’obiettivo quindi è di tutelare la privacy di coloro che non vogliono o non possono vaccinarsi a causa di patologie preesistenti o condizioni di salute non idonee.

RACCOLTA DEI DATI PERSONALI
L’attività di verifica delle certificazioni non comporta la raccolta dei dati dell’interessato in qualunque forma.
Questo significa che il datore di lavoro (o chi per esso):
• Non può tenere una lista dei lavoratori con indicato chi ha il green pass e chi no
• Non può essere in possesso di una copia dei green pass (es. fotocopie, copia digitale) dei propri dipendenti, collaboratori ecc.
L’unica eccezione al divieto di raccolta dei dati dell’interessato si verifica nel caso in cui il lavoratore non fosse dotato di green pass e sia quindi necessario procedere alla raccolta dei dati necessari per l’irrogazione delle sanzioni previste nel decreto in caso di violazione delle prescrizioni.

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